Nella cornice dell’Orto Botanico di Padova, uno dei luoghi più simbolici della città, “Una Cena tra Amici“, la cena annuale dell’Associazione degli Amici dell’Università di Padova, ha riunito lo scorso 14 maggio istituzioni, mondo accademico, impresa e ricerca in un momento di dialogo e confronto dedicato ai temi della conoscenza, dell’innovazione e del futuro.

Filo conduttore dell’edizione 2026 è stato lo spazio, inteso non solo come frontiera scientifica e tecnologica, ma anche come simbolo di visione, esplorazione e capacità di immaginare nuovi orizzonti condivisi.

A rendere più immersiva l’atmosfera della serata, ha contribuito anche l’allestimento della sala: i tavoli, dedicati alle costellazioni, hanno accompagnato simbolicamente gli ospiti in un percorso ispirato alla scoperta dello spazio.

Un importante momento conviviale per l’Associazione degli Amici dell’Università di Padova e una preziosa occasione di incontro e confronto, capace di mettere in relazione mondi diversi attorno ai temi che guideranno il domani.

 

Relazioni, ascolto e valori condivisi

La serata ha segnato anche un importante passaggio per l’Associazione: la conclusione del mandato di Enrico Del Sole, alla guida dell’Associazione dal 2019, a cui è stato rivolto un sentito ringraziamento per la dedizione, l’impegno e la visione che hanno accompagnato questi anni di presidenza, e l’inizio del nuovo percorso guidato da Anna Soatto.

Nel suo intervento, la Presidente ha ricordato gli anni della presidenza Del Sole come un’esperienza di “arricchimento reciproco e di crescita nei valori, nelle competenze e nella partecipazione”. Tre le parole chiave al centro del suo intervento: “Riconoscenza”, verso la storia dell’Associazione nata nel 1989; “Amici”, richiamando il significato più nobile del termine tramandato da Cicerone; e infine “Ascolto”.

“La cosa più bella non sono solo i progetti che si realizzano, ma mettere insieme mondi e realtà diverse” ha sottolineato Anna Soatto, evidenziando il valore della fiducia e dei valori condivisi.

Ad arricchire questo momento iniziale il saluto della Rettrice dell’Università degli Studi di Padova, Daniela Mapelli

“L’Associazione degli Amici rappresenta per la nostra università una realtà preziosa, luogo di incontro e relazione tra università, mondo delle professioni, imprese e società civile. Un ponte che contribuisce a mantenere vivo quel dialogo che è parte integrante della nostra identità e storia.” Daniela Mapelli, Rettrice dell’Università di Padova

 

Lo spazio tra ricerca, innovazione e nuove opportunità

Nel corso della serata si è sviluppato il dialogo dedicato al tema dello spazio come frontiera scientifica, tecnologica ed economica, moderato da Anilkumar Dave, Space Economy Lead di Darwix Srl e membro del board di Global Entrepreneurship Network Space, insieme a Roberto Ragazzoni, Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e Professore Ordinario del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, e Federico Zoppas, Presidente del Cluster Aerospaziale Veneto RIR AIR.

Anilkumar Dave ha ripercorso l’evoluzione della Space Economy, sottolineando come lo “spazio 3.0” abbia aperto una nuova fase di collaborazione internazionale e innovazione tecnologica. “Il 40% del volume abitabile della Stazione Spaziale Internazionale è fatto in Italia”, ha ricordato, evidenziando il ruolo strategico assunto oggi dal settore aerospaziale anche in termini di sovranità tecnologica e opportunità imprenditoriali.

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Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo delle nuove generazioni e delle startup innovative. Federico Zoppas ha raccontato l’esperienza del Veneto Space Meeting e del progetto Veneto Stars, ideato da Anilkumar Dave, che quest’anno ha registrato oltre 100 iscritti provenienti da tutta Europa, favorendo l’incontro tra giovani, idee imprenditoriali e investitori interessati a sostenere progetti concreti.

Nel confronto è emersa anche l’importanza della formazione e della cultura scientifica. Roberto Ragazzoni ha sottolineato come innovare significhi prima di tutto conoscere profondamente ciò che è stato fatto in precedenza: “È consentito sbagliare, ma è inammissibile fare errori che hanno già fatto altri”.

 

Esplorare il limite

Nel corso della serata, Alex Bellini, esploratore e divulgatore, ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul significato dell’esplorazione come spinta verso l’ignoto e desiderio di conoscenza. “Per me l’emozione e l’avventura di andare verso l’ignoto è una cosa che mi ha sempre mandato avanti”, ha raccontato, descrivendo l’esplorazione come “un regalo che le persone del presente fanno alle persone del futuro”.

Durante il suo intervento ha quindi ripercorso alcune delle sue imprese più significative, tra cui la traversata in solitaria dell’Oceano Atlantico in barca a remi, conclusa dopo 227 giorni e oltre 11.000 chilometri percorsi.

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Il suo intervento ha offerto anche una riflessione più ampia sul valore dell’esplorazione come attitudine umana: guardare oltre i propri limiti, accettare l’incertezza e continuare a interrogarsi sul mondo rappresentano, ancora oggi, una delle spinte più profonde verso il progresso, nella scienza come nella vita.

 

Rivivi la serata

Le emozioni, le parole e l’atmosfera continuano anche oltre la serata con le foto e il video racconto che sarà pubblicato a breve in questa pagina.

Fotogallery

Credits foto: Massimo Pistore

Guarda il video racconto

Credits video: Luca Del Sole e Sabrina Girardin


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