L’Archivio Antico di Palazzo Bo ha ospitato, lo scorso 1 aprile, “Siamo ancora indispensabili? L’impatto dell’intelligenza artificiale sulle risorse umane”, il quarto appuntamento del ciclo “Prassi virtuose” — la rassegna promossa dall’Associazione degli Amici dell’Università di Padova dedicata alle buone pratiche nelle organizzazioni. Al centro del dibattito, uno dei temi più urgenti del momento: l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle risorse umane.

A condurre la conversazione, l’avvocato Manuela Soccol dello Studio Legale Soccol, che ha guidato prospettive diverse, giuridiche, aziendali, filosofiche, in un confronto vivace e concreto.

Ad aprire i lavori è stata Matilde Mavolo, praticante avvocato presso lo studio AGLEX e vincitrice del Premio di laurea “Innovazione e Sostenibilità”, con un intervento che ha messo a fuoco i rischi di discriminazione algoritmica nei processi di selezione del personale. L’AI, ha sottolineato, è uno strumento potente ma non neutro: può replicare e amplificare bias esistenti, rendendo indispensabile un approccio critico da parte di chi la utilizza.

“C’è la necessità di sviluppare una competenza trasversale, un senso critico, per comprendere le risposte dell’intelligenza artificiale” Matilde Mavolo

Il tema della responsabilità umana è stato ancora più centrale nella tavola rotonda che ha visto protagonisti Giada Marafon, Account Relationship Leader auxiell & euxilia, Marco Sabbadin, HR Business Partner Corporate di SIT s.p.a., e Lucia Simonato, HR Director di Würth Italia S.r.l. L’AI ha ormai permeato non solo i processi produttivi, ma anche quelli transazionali e informativi. Eppure, come ha ricordato Marco Sabbadin, il nodo critico raramente è tecnologico.

“Quando un processo di digitalizzazione fallisce in un’azienda non fallisce tanto per motivi tecnologici, ma più per motivi collegati alla gestione delle persone” Marco Sabaddin

La consapevolezza delle persone è stata al centro del dibattito. Giada Marafon, ad esempio, ha ribadito l’importanza della non rinuncia alla scelta. Lucia Simonato ha invece posto l’attenzione su come gli strumenti di intelligenza artificiale sono importanti per allegerire i lavoratori da alcuni compiti ripetitivi, con un reinvestimento strategico delle risorse in processi di upskilling.

“L’intelligenza artificiale è come un arco, la cui freccia viene guidata e orientata dalla persona” Lucia Simonato

Le conclusioni finali sono state affidate a Fabio Grigenti, Presidente della Scuola di Scienze umane, sociali e del patrimonio culturale dell’Università degli Studi di Padova, che ha presentato le linee guida dell’Ateneo sull’utilizzo dell’AI per la stesura di tesi di dottorato e laurea. Il Professore ha guidato tutti i partecipanti all’evento in una riflessione riguardante il necessario dialogo che gli esseri umani devono avere con gli strumenti di intelligenza artificiale. Prevenire e anticipare gli effetti del cambiamento sono la chiave per una mutua trasformazione delle capacità, sia in chi adopera gli strumenti che negli strumenti stessi.

“Non siamo più dentro solo una storia solamente umana, ma siamo dentro una storia di sviluppo della tecnologia” Fabio Grigenti

Un confronto che ha attraversato generazioni e prospettive diverse, lasciando spazio a nuove consapevolezze e qualche strumento in più per orientarsi nell’Intelligenza Artificiale.

 

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Credits: Massimo Pistore


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