Martedì 24 settembre 2024, presso l’Archivio Antico di Palazzo Bo, si è tenuto l’evento “Neoplasie ereditarie: il futuro della ricerca”, coordinato da Stefano Merigliano, professore emerito di chirurgia della Scuola di Medicina dell’Università di Padova, e moderato da Silvia Pittarello, comunicatrice e divulgatrice scientifica.

Ad aprire l’evento: Patrizia Burra, professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche Oncologiche e Gastroenterologiche dell’Università di Padova, che ha portato i saluti di Umberto Cillo, Direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche Oncologiche e Gastroenterologiche dell’Università di Padova. A seguire, i saluti del nostro Presidente Enrico Del Sole.

L’incontro è entrato poi nel vivo con l’introduzione di Stefano Merigliano:

“Ci stiamo accorgendo che molte delle malattie nascono da quello che noi siamo, dal nostro gene o da come la nostra genetica viene modificata. Capire le modalità profonde dell’interazione tra la genetica e le malattie è un altro passo avanti. Per poter curare una malattia bisogna capirla, bisogna conoscerla, bisogna conoscerne i meccanismi: se si conoscono i meccanismi profondi, si possono anche trovare tecniche o tecnologie di cura.”

Abbiamo potuto assistere inoltre alla lectio magistralis di Angelo Paolo Dei Tos, Presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Padova, dal titolo “Hereditay Cancer Syndromes. Durante l’intervento, il prof. Dei Tos ha rimarcato l’importanza della ricerca nell’ambito delle sindromi ereditarie, la cui incidenza risulta essere superiore a quello stimata. L’applicazione pratica degli studi sulle sindromi genetiche ereditarie permetterebbe infatti la realizzazione di algoritmi utili nei processi di screening e quindi di prevenzione delle malattie e individuazione delle cure più efficaci.

In occasione dell’incontro, è stato conferito il premio di studio “Giancarlo Zotti” III Edizione. A parlarci del premio Emanuele Damiano Luca Urso, professore associato del Dipartimento di Scienze Chirurgiche Oncologiche e Gastroenterologiche e Presidente della Commissione del premio e Isabella Zotti Minici, la quale ha ricordato la passione e la fiducia nella ricerca che hanno caratterizzato il lavoro del padre, Giancarlo Zotti.

I lavori di ricerca ritenuti più rilevanti sono stati:
■  Alessandro Mannucci, gastroenterology resident at San Raffaele Hospital and researcher at Beckman Research Institute of City of Hope “Tumori ereditari – dalla genomica somatica alla genetica germinale”, vincitore del premio. L’obiettivo della ricerca è quello di minimizzare i tempi di identificazione delle sindromi ereditari genetiche, con un focus particolare su multidisciplinarietà e inclusività.
■  Krisida Cerma, dirigente medico presso UOC Oncologia 1 “Hereditary cancer and its clinical implications: adherence to screening program for diagnosis of hereditary syndrome”, menzionata speciale. Per mezzo del suo lavoro di ricerca si è evidenziata la necessità di aumentare l’aderenza a programmi di screening per la diagnosi di tumori e di sintomi ereditari.

A conclusione dell’evento si è tenuta la premiazione. Entrambi i candidati hanno ricevuto la medaglia della Scuola di Medicina e Chirurgia, riportante tre parole che, come ricordato da Stefano Merigliano, guidano il medico nella sua professione: natura, ratio ed etica.

 

Il vincitore del Premio “Giancarlo Zotti”: Alessandro Mannucci racconta il suo progetto di ricerca

 

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Foto credits: Marco Bergamaschi


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